Cosa significa Vipassana e perché è detta di visione penetrativa?

Cosa significa Meditazione Vipassana e perché è detta di visione penetrativa?

Vipassana è un’antica parola nella lingua Pali che era una lingua parlata ai tempi del Buddha e significa appunto di “visione meditazione vipassana della visione penetrativaPenetrativa”.

 A me piace chiamarla: meditazione di “visione profonda”

 In effetti è una meditazione in grado di andare molto in profondità anzi di “penetrare” dentro noi stessi.

Immaginiamo che la nostra coscienza è fatta a strati come quelli di una cipolla, talvolta possiamo essere consapevoli andando molto in profondità, altre volte rimaniamo con una consapevolezza più superficiale.

Ma anche la consapevolezza più superficiale è comunque un buon livello di consapevolezza se paragonato con l’assenza di consapevolezza e la totale distrazione.. Continue reading Cosa significa Vipassana e perché è detta di visione penetrativa?

Meditazione Vipassana: Le Origini

Quali sono le origini della Meditazione Vipassana?

Meditazione Vipassana origini

Scopri:

  • Quale è il riferimento culturale e le origini della meditazione Vipassana
  • La tradizione che va ancora in giro a piedi scalzi
  • nella frase “penso e quindi sono” cosa c’è di vero e cosa di sbagliato
  • la differenza tra il mistico e il teorico
  • Usare il pensiero
  • “la sintesi della consapevolezza”
  • e molto altro ancora

Pensando alla meditazione vipassana o a qualsiasi tipo di meditazione, ci viene in mente la figura di una delle mille statue o statuette che abbiamo visto, ovvero questa (o una simile)

Ed in effetti la figura che per eccellenza viene identificata con la parola meditazione è quella di Siddhartha Gautama Sakyamuni detto il Buddha, il Risvegliato.

 Lui era un uomo in carne ed ossa, non un dio, era un principe, un essere che ha praticato per 7 anni la meditazione, dall’età di 33 fino ai suoi 40 anni, dedicando i successivi 40 anni della sua vita, all’insegnamento di nuove tecniche per praticarla.

 Nella parte più avanzata della sua vita, la principale fra le tecniche di meditazione che Sakyamuni insegnò, fu la Meditazione Vipassana. Continue reading Meditazione Vipassana: Le Origini

Meditazione Vipassana: cosa è

Vipassana è una parola in lingua Pali e significa di “visione profonda”.

Benché la Vipassana faccia riferimento alla Meditazione Samatha si differenzia da questa pratica meditativa proprio per la meditazione vipassana: cosa èsua capacità di andare oltre la semplice calma mentale, che è uno stato di assorbimento spesso di natura astrattivo.

In meditazione Vipassana gli oggetti di osservazione non sono semplici ancoraggi della mente (come ad esempio possono esserlo un mantra od il respiro): ma tutto il nostro vissuto esperienziale.

Osservando cosa ci accade, momento per momento a livello del corpo come della mente.

Non è una forma di isolamento dagli stimoli offerti dall’ambiente e dal nostro interno, ma una esplorazione degli stessi.

Questo permette di sviluppare una profonda consapevolezza di noi e del nostro vissuto e anche a favorire quelli che la moderna psicologia definisce: “Insight”. Continue reading Meditazione Vipassana: cosa è

Meditazione Vipassana opinioni

Meditazione Vipassana opinioni

By Roberto Martinmeditazione vipassana opinionio

Quando parliamo di Meditazione Vipassana opinioni diffuse possono offrire interpretazioni diverse a coloro che si approcciano ad essa.

Questo aspetto è di fondamentale importanza, in quanto l’esperienza che ognuno vive è soggettiva, cioè vissuta in base alle proprie percezioni e conoscenze, che sono sempre condizionate; leggendo questo articolo due persone potrebbero recepire messaggi diversi, in quanto possono aver percorso cammini di vita differenti tra loro che li ha condotto a vivere una realtà diversa, una storia personale diversa capace di rendere consapevoli in modo diverso.
Voglio dire che la comprensione della vita sarà per entrambi di importanza vitale, pur tuttavia diversa nella loro individualità… per cui il solo fatto di fare esperienza di qualcosa di nuovo, può condurre a risultati diversi in base alla storia personale, al livello di consapevolezza raggiunto e alla diversa realtà vissuta.

Ecco quindi che qualcosa di nuovo sperimentato da due persone diverse, può dare anche con la Meditazione Vipassana opinioni e risultati differenti a livello individuale.

L’esperienza di ognuno è il frutto del campo di conoscenza che a livello individuale si ha coltivato; quando si sperimenta, quel campo restituisce delle risposte che saranno direttamente collegate alla nostra evoluzione (e non potrebbe essere diversamente, un conto è essere nati e vissuti in condizioni disagiate – per strada ad esempio – altra cosa, se si nasce e vive nella bambagia, si avranno inevitabilmente punti di vista differenti da integrare), tuttavia, può esserci l’elemento comune dello strumento utilizzato per sperimentare.

Ascoltando chi pratica la Meditazione Vipassana opinioni diverse si fanno strada in quanto dipendono dai diversi punti di vista con cui vengono espresse ed esaminate.
Nella mia vita ho sperimentato, praticando diversi metodi e tecniche di meditazione, trovando sempre beneficio da ognuna di esse, mai mi sono soffermato sul fatto che mi stesse dando tanto o poco, sperimentavo solo ciò che la meditazione guidata mi indicava, vivevo quell’esperienza, oppure seguivo le istruzioni avute dall’insegnante di turno o dal Maestro (fortunato chi ha o ha avuto la fortuna di averne uno), tutto nella piena fiducia che qualcosa sarebbe accaduto, ed è sempre stato così, ogni volta che mi sono seduto o mi siedo in meditazione, sperimento qualcosa… ogni volta con sempre più profondità, ed è naturale che tale processo nella sua evoluzione possa condurre solo alla vera natura di tutte le cose, senza se e senza ma,

anche se il processo può essere interpretato nel suo percorso in vario modo…

Per fare un esempio riprendo un pensiero del famoso mitologo Joseph Campbell tratto da un suo famoso libro, nel quale scrisse che Gesù può essere considerato come un uomo che a forza di austerità e meditazione raggiunse la Saggezza; oppure si può credere che un dio discese sulla terra costringendosi a vivere come essere umano. L’esperienza trascendentale e redentrice da esso vissuta ci spingerebbe ad imitare le gesta del Maestro nel primo caso; mentre nel secondo caso ci dimostra che l’eroe è un simbolo da contemplare, più che un esempio da seguire alla lettera.
L’Essere divino è una rivelazione dell’Essere onnipotente, che abita in ciascuno di noi. Così la contemplazione della vita deve essere compiuta come una meditazione della propria imminente divinità, e non come un preludio a una precisa imitazione; l’insegnamento non è di fare questo ed essere buono, ma sapere questo ed essere Dio.