Meditazione Vipassana differenze

 

Scritto da Roberto Martino

Quando si conosce la Meditazione Vipassana differenze con altri metodi di meditazione possono indurre i praticanti a porsi delle domande riguardo alle diverse tecniche usate.

Le differenzemeditazione-vipassana-differenze possono riguardare:

  • Recitazioni di un Mantra
  • Visualizzazione di forme di buddha o divinità
  • Insegnamenti ricevuti apparentemente in contraddizione

Gli insegnamenti dei grandi Maestri, dicono verità universali, spesso arrivano come racconti archetipi di come la personalità incontra e supera i pericoli.
Parlano nel linguaggio dei simboli direttamente all’anima.
Il loro insegnamento non è un sostituto della realtà ma il necessario nutrimento del mondo di realtà psichica.
Come esseri umani abbiamo bisogno di visioni ecco
perché c’è chi è disposto a pagare molto per l’Arte,
procura Visioni che diversamente non riuscirebbe ad avere. Tuttavia, quando si accende in noi la scintilla che ci desta, vediamo l’arte in ogni cosa, tutto diventa Arte… e scopriamo le meraviglie del creato.

Quando utilizziamo la Meditazione Vipassana differenze nelle istruzioni e nei passaggi ricevuti rispetto ad esempio il Vajrayana (o tantra buddhista), appaiono evidenti;
in quest’ultimo si usa la visualizzazione degli yidam (forme di buddha), l’identificazione visionaria con essi recitando speciali mantra, e le storie dei grandi maestri che somigliano spesso a delle favole.

Procurando visioni nuove si crea spazio a nuovi paradigmi che integrano gli insegnamenti di dharma e l’esperienza diretta del praticante, il quale viene proiettato in una dimensione nuova che scopre essere stata presente da sempre.

Compito dei mantra è quello di destare la mente conscia affinché si accorga che esiste una mente più grande e ampia sua amica a cui può accedere per ampliare la propria coscienza e comprensione.
Nel recitare le parole del Mantra sussurrandole come se le si dovesse far ascoltare, nel silenzio, ad una persona posta al tuo fianco, vi è il dono di poter conversare con la coscienza infinita attraversando le barriere grazie ai mezzi abili (qualunque mezzo abile è utile se il fine è Nobile, e qualunque meditazione può preparare a questo);

continuando le recitazioni in una formale sessione di “Pratica personale” è possibile ottenere l’accesso al canale o ai canali della tua trasmissione diretta riuscendo a creare un “rapporto di connessione energetica totale” con cui instaurare un dialogo diretto come tra maestro e studente, riuscendo sempre a connettersi (recitando, dialogando, facendo domande, creando dubbio, osservando il detto e l’ascoltato, ripetendo e scandendo a se le parole dette o lette) e creare quel saggio dualismo perfetto, sicuramente la più Regale delle VIRTU’!
Il Guru interiore.
Tutte le trasmissioni si mescolano, e ciò che vibrerà alle frequenze delle tue necessità, si manifesterà nella tua vita Automagicamente.

Ogni singolo sacrificio ogni singola buona azione per una giusta causa ha l’effetto di creare una giusta causa per un beneficio futuro.
Ogni azione causata da questa giusta causa è guidata da una forza ai più sconosciuta, uno stato di Coscienza Superiore ed Infinita.

Ecco, per riuscire ad ottenere questo riconoscimento è utile l’uso della ripetizione del mantra, in quanto la sua recitazione, unita alle visualizzazioni, nel tempo hanno allenato la mente, preparandola a riconoscere tutto ciò…

Quando si è preparato il campo nel tempo necessario ad ognuno (meditando con costanza). . .

quando inizi a leggere un testo del Dharma, accade di vivere l’esperienza come di attaccare la spina e connettersi a qualcosa di superiore, qualcosa che mi appartiene, che fa parte di me, di ciò che sto cercando, del mio dover agire. . .

mi sento fortunato ed investito di un potere, una forza o una fortuna che molti non riconoscono pur avendone il potenziale (questa è la sensazione che si ha nel guardare gli altri).
Quindi so che devo… e che sono fortunato ad avere questa capacità di comprensione/connessione; leggi gli insegnamenti e li avverti, li senti, li ascolti… arrivano, entrano dentro segnando dei solchi, ed è come se li avessi ”vissuti”.
Così la sensazione è quella di dover fare, praticare, meditare, studiare, agire con le azioni altruistiche creatrici di valore della mia visione pura, e tuttavia la paura mi blocca, mille distrazioni mi portano fuori dal sentiero.
Non è creare un percorso, è percorrere una via mai esistita che è frutto dell’insegnamento ricevuto, integrato alla esperienza diretta,
capire il proprio dovere e avere fiducia di ricevere il necessario dall’universo.
La chiarezza è il tuo dharma personale.
Sai di aver ricevuto un tesoro e di custodirne altri che rappresentano la tua realizzazione.
E’ meraviglioso…
Vivi gioie e dolori/sofferenze perfettamente equilibrate fra loro che mescolandosi si dissolvono, rivelando la loro vera natura di base di partenza e meta di arrivo dei pensieri, di risultato nelle mani dell’universo, di realizzazione della Vipassana.

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