Siamo talmente abituati a dare retta alla mente che talvolta facciamo fatica ad affidarci al corpo. Tanto più che il corpo è effimero, ha acciacchi e dolorini vari.

Inoltre Cartesio ci ha detto “Cogito ergo sum”, “penso quindi sono” e spesso tendiamo a fare anche troppo affidamento ai pensieri. Perchè quindi una potente meditazione che lavora sulla mente come la vipassana parte invece dal corpo, come ad esempio il respiro?

Scopriamolo assieme..

Il corpo: la porta per il paradiso

Immagina di ascoltare un maestro zen o un insegnante di meditazione e sentire una frase così potente da fermarti:
“Il corpo è la porta per il paradiso”gateway to heaven.

il Corpo in Meditazione VipassanaNon è un’esagerazione poetica. La spiegazione è semplice ma profonda: la mente vive nel passato e nel futuro. Sempre a rimuginare su quello che è stato, a pianificare quello che sarà, a giudicare e interpretare. In fondo le idee sono solo idee, immaginazioni.. Il corpo invece vive solo nel qui e ora. È il contatto immediato con la realtà, con ciò che è vero e tangibile.

Ecco perché la Vipassana (Samatha-Vipassana, dovrei dire) non parte dai pensieri. Non serve inseguire la mente per fermarla. Si parte dal corpo: lì si trova la vera presenza, la chiave per una visione profonda della vita, per una libertà che non è teorica, ma vissuta.

Non puoi risolvere un problema con la stessa mente che lo ha creato

Pensa a questo: i pensieri nascono e si moltiplicano dentro la mente, e spesso cerchi di fermarli usando la stessa mente. È un paradosso.
Non puoi trovare una soluzione mentale a un susseguirsi di pensieri mentali.
Proprio come non puoi fermare le onde del mare cercando di bloccarle con le mani: se vuoi cambiare qualcosa, devi trovare un livello più profondo.

È vero: in Vipassana anche i pensieri possono essere osservati, ma solo dalla prospettiva di un osservatore che si è ben radicato nel qui e ora, e il corpo ci dà proprio quella prospettiva. Non a caso il Buddha partiva dall’osservazione del corpo, per proseguire con le sensazioni, prima di osservare anche le dinamiche della mente (e poi i fenomeni).

Vipassana: una visione che attraversa il corpo

Il termine Vipassana -lo sappiamo- significa “vedere chiaramente” o “vedere in profondità”. Non si tratta di riflettere o ragionare, ma di osservare direttamente l’esperienza.

Quando osservi il corpo, percepisci sensazioni reali: il respiro, il battito, le tensioni, il contatto con la sedia o il pavimento. La mente, invece, è sempre in movimento: pensa, giudica, ricorda, immagina. Il corpo è il tuo punto di appoggio stabile, la base per sviluppare consapevolezza.

La mente è veloce, il corpo è stabile

Se provi a meditare solo con la mente, è come cercare di fermare un fiume in piena a mani nude. Pensieri e immagini scorrono senza sosta.
Ma il corpo è la riva su cui puoi sederti. Sempre presente, sempre radicato. Respirando, sentendo, percependo le sensazioni, puoi osservare il flusso della mente senza esserne travolto.

Il corpo diventa il terreno sicuro della consapevolezza. La mente impara a rallentare, non perché la controlli, ma perché sei più presente.

Il corpo come specchio dell’inconscio

Ogni tensione, dolore, formicolio o calore nel corpo è un messaggio. Rabbia, paura, gioia, ansia: tutto lascia tracce fisiche. Lo psicologo Alexander Lowen ha posto le basi della bioenergetica ponendo il corpo al centro della psiche, ovvero nel corpo, come delle spie luminose, si manifesta ogni nostro disagio psichico. Il corpo parla un linguaggio silenzioso. La Vipassana ti invita a ascoltare senza reagire, a osservare come le sensazioni sorgono e svaniscono. Non serve capire o spiegare tutto con la mente: il corpo ti mostra la realtà così com’è.

“Non sento niente!”: la frustrazione iniziale

Molti praticanti si scoraggiano all’inizio: “Provo a sentire il corpo, ma non succede niente”.
È normale. Dopo anni di vivere “nella testa”, riscoprire il corpo è come riaccendere un canale spento da tempo.

La chiave è non forzare. Basta essere presenti. Con il tempo, il corpo comincia a parlare: micro-tremori, tensioni che cambiano, calore, pressione. La porta è aperta, anche se non te ne accorgi subito.

La mente osserva, il corpo trasforma

Rimanendo con le sensazioni fisiche, noti qualcosa di sorprendente: le emozioni cambiano da sole.
La mente può solo commentare, ma il corpo rilascia ciò che è bloccato. Dolori, ansie, schemi emotivi: tutto può sciogliersi naturalmente se impari a restare presente.

Equanimità e non-attaccamento

Molti confondono Vipassana con una tecnica di concentrazione. Non è così. La vera pratica è sviluppare equanimità: osservare le sensazioni senza attaccamento o avversione.

Quando senti fastidio, noia, dolore o agitazione, quello è il momento di meditare. Non cambi nulla, non reagisci: osservi e lasci andare. Così il corpo e la mente imparano a fluire insieme.

Il corpo come laboratorio della realtà

Ogni sensazione è un piccolo laboratorio: nasce, cambia e svanisce.
Vedendo tutto questo direttamente, comprendi l’impermanenza. Non come concetto, ma come esperienza.
Il corpo diventa maestro silenzioso: ti insegna che nulla dura, nulla è fisso, ma tutto è perfetto così com’è.

Applicare la pratica nella vita quotidiana

Vipassana non si ferma sul cuscino. Mentre cammini, lavori, parli o guidi, puoi sempre tornare al corpo.
Notare i piedi a terra, il respiro che entra ed esce, il contatto delle mani. Questa è presenza!
Ogni ritorno al corpo è un ritorno al presente, e gradualmente la mente si rilassa senza forzature.

Tornare a casa: la mente mente, il corpo no

Il corpo è il nostro punto di contatto con la vita reale. Tornare ad esso significa tornare a casa, al momento presente, alla vera libertà.
La mente mente: racconta storie, interpreta, giudica, costruisce illusioni. Parliamo della mente concettuale, ovviamente.
Il corpo no: è sempre sincero, sempre nel qui e ora. Tornare al corpo significa ascoltare la verità, sentire ciò che è reale, vivere pienamente.

Il Satipaṭṭhāna Sutta: la sequenza della consapevolezza

Per chi vuole approfondire, il Buddha nel Satipaṭṭhāna Sutta indica chiaramente come sviluppare la consapevolezza partendo dal corpo e andando verso livelli più sottili:

  1. Kāyānupassanā – osservazione del corpo
    Respirazione, postura, movimenti, presenza fisica. Qui impari a essere radicato nel momento presente.

  2. Vedanānupassanā – osservazione delle sensazioni
    Piacevoli, spiacevoli o neutre. Non si giudica, si osserva il loro nascere e dissolversi.

  3. Cittānupassanā – osservazione della mente
    Pensieri, emozioni, stati mentali. Li vedi come fenomeni che sorgono e passano.

  4. Dhammānupassanā – osservazione dei fenomeni
    Leggi universali della vita: impermanenza, insoddisfazione, assenza di sé.

Questa sequenza mostra che la pratica inizia dal corpo, come base concreta e reale, e si estende verso gli strati più sottili dell’esperienza.

Trovi gratis il discorso del Buddha sui fondamentali di consapevolezza, il satipatthana sutta appunto, qui:
https://meditazionevipassana.it/satipatthana-sutta-gratis/

Conclusione: illuminare la mente attraverso il corpo

La samatha-Vipassana libera la mente, ma non partendo dai pensieri. Partendo dal corpo.
Quando la consapevolezza attraversa il corpo, illumina sensazioni, emozioni, ricordi e stati mentali.
Non serve capire, basta vedere e sentire.

La mente non è il punto di partenza, ma la conseguenza di una presenza più profonda.
Il corpo è la porta per il paradiso, il ponte tra il qui e ora e una libertà autentica.

Guarda il Video – Satipatthana Leggiamolo Assieme

 
qui trovi il corso base di meditazione vipassana:
www.meditazionevipassana.it/corso

qui trovi il corso avanzato di vipassana basato sul Satipatthana Sutta:
www.meditazionevipassana.it/corso-avanzato

Sostieni il Blog e fai una donazione

anche un “caffè” o una “pizza” possono esser di aiuto

Fai una piccola donazione

 

Trovi la Pratica dell’equanimità o equilibrio (Upekkha) nel corso sulle 4 Dimore Sublimi:
www.meditazionevipassana.it/4dimore

 

torna alla Homepage per istruzioni semplici sulla Meditazione Vipassana:
https://meditazionevipassana.it

 

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *