Come osservare i pensieri rimanendone fuori

Come fare ad osservare i pensieri rimanendone al di fuori come un semplice osservatore?

Matt domanda:

 “Ho sempre preferito una meditazione più che altro di concentrazione sulla sensazione del respiro, perchè ogni qualvolta provo ad estendere la mia consapevolezza anche a tutte le altre sensazioni corporee e ai pensieri, in breve tempo mi ritrovo ad esserne “risucchiato” e a perdere la consapevolezza. Come fare ad osservare i pensieri rimanendone al di fuori come un semplice osservatore?

Un’altra domanda: ha senso meditare con un orologio davanti in modo da…”

Allora, rispondo prima a questa.

osservare i pensieriDunque Matt, sì succede, cioè, diciamo che la meditazione Vipassana è proprio questo, si differisce dalla Samatha, mentre la Samatha come dire, rimani rigorosamente al respiro, la tua ancora, che può essere il respiro, un mantra, quello che vuoi, in Vipassana tu osservi quello che emerge, le cose così come sono, come emergono nel tuo campo esperienziario.

Ed è più facile, questo è normale, è più facile perdersi, ma non è un problema, nel senso che, permettiti di stare un po’ e di osservare anche cosa ti succede quando ti sei perso, e poi ritorni al respiro tutte le volte che vuoi, la tua ancora c’è, non te la toglie nessuno, sai che c’è, ti dà sicurezza e assolutamente ti riaggancia.

Ecco come puoi fare quindi come semplice osservatore: permetterti anche di perderti se questo dovesse succedere, perché comunque c’è un momento prima di perderti e dopo esserti perso, quando ti accorgi di esserti perso che è magico, in cui tu stai con un’esperienza diversa, rispetto alla tua ancora, rispetto al tuo mantra, rispetto al tuo respiro etc. etc., e stai con le cose così come sono.

Quindi anche se queste cose così come sono ti possono distrarre, per un attimo tu ci sei stato, se non altro perché te ne sei accorto, di esserti distratto.

E in quel momento tu sei di nuovo consapevole.

Un attimo wow, magico, ok?

Sono spazi di consapevolezza magari sottili, brevi, brevissimi che puoi allenarti ad estendere e piano piano tu estendi gli spazi vuoti che ci sono tra una parete e l’altra tra virgolette. Ok?

Ecco come puoi fare, permetterti che questo possa accadere.

il respiro per uscire dal labirinto dei pensieri compulsivi

E poi ritornare sempre, cioè sai che il tuo filo di Arianna, il tuo respiro che è proprio come un filo d’oro, un filo d’Arianna che ti permette di stare nella presenza assoluta, e di uscire dal labirinto dei pensieri;

è sempre lì, ce l’hai, lo conosci, ti ci appoggi da anni, va benissimo, continua così, continua a fare esattamente come sei abituato, ogni tanto lascia che accada, non per rimanere nel flusso dei pensieri quando sei in balia dei pensieri, ma per accorgerti che cosa stava succedendo mentre stava succedendo.

Prenditi un attimo prima di tornare al respiro per notare cosa stava, cosa ha fatto per esempio al tuo corpo, come sta il tuo corpo mentre avevi quel pensiero.

Ti faccio un esempio stupido: spesso i pensieri ci portano nel passato e nel futuro, a me spesso mi portano nel futuro sotto forma di “adesso mi alzo da qua, quando avrò smesso di fare questo vado di là  e faccio questa cosa”, e vedo che le mie mani tremano leggerissimamente, cioè stanno già in tensione;

o le mie gambe stanno già in tensione, già i muscoli stanno preparando ad alzarsi, ora magari c’ho ancora cinque minuti, dieci minuti di meditazione da fare e succede questo, e osservo questo.

E poi quando ho osservato questo normalmente il pensiero se ne è anche andato per conto suo, se non so più dove rivolgere la testa, l’attenzione, o semplicemente mi accorgo che mi distraggo molto facilmente ritorno alla mia ancora, il respiro, va benissimo.

Quindi praticamente come stai facendo tu adesso, sennonché induci un  attimo di più rispetto al momento in cui ti sei reso conto di esserti distratto o permettiti, permetti un po’ di più che questo accada.

Magari non subito, magari non nella prima fase della meditazione ma in una fase un pochino più avanzata. Ma vedrai che ti viene già spontaneo farlo.

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