Cos’è la Meditazione Samatha e come funziona
Nel mondo della meditazione si sente spesso parlare di diverse tecniche e approcci, ma ce n’è una che rappresenta una forma fondamentale e basilare per qualsiasi tipo di percorso: la meditazione Samatha.
Quando viene esercitata con costanza, la meditazione Samatha produce un profondo effetto calmante: allontana l’ansia e radica la nostra attenzione nel qui e ora.
Molte tradizioni e pratiche meditative sono pure forme di Samatha dall’inizio alla fine. Altre, invece — come la meditazione Vipassana —, si appoggiano costantemente alla Samatha, soprattutto nelle fasi iniziali, per poi andare oltre. Ma cos’è esattamente la Samatha e come funziona?
clicca qui per andare al video correlato o continua la lettura introduttiva
Il significato di Samatha: la meditazione che calma la mente
Samatha è una parola in lingua Pāli che letteralmente significa “concentrazione” ed indica un tipo di meditazione calmante e pacificante.
Per capire come funziona, facciamo un passo indietro e osserviamo come si comporta abitualmente la nostra mente.
Normalmente siamo pieni di stimoli e distrazioni: la mente si fa trascinare dai pensieri, saltando continuamente da un’idea all’altra, da una preoccupazione sul passato a una sul futuro. La nostra coscienza si ritrova così frammentata e dispersa.
La meditazione Samatha serve proprio a farti ancorare al presente. Invece di lasciare che la coscienza sia continuamente richiamata da un pensiero o da un ricordo, prendiamo la nostra attenzione e la orientiamo deliberatamente verso un oggetto meditativo.
Anapanasati: l’ancora del respiro
L’oggetto meditativo per eccellenza su cui ancorare l’attenzione è il respiro.
La tecnica specifica di meditazione sul respiro prende il nome di Anapanasati (che significa letteralmente “consapevolezza dell’inspirazione e dell’espirazione”).
Nella pratica dell’Anapanasati accade qualcosa di molto semplice ma potente:
-
Prendiamo la nostra consapevolezza — compresa la nostra capacità concettuale ed elaborativa — e la mettiamo al servizio della percezione diretta.
-
Portiamo l’attenzione sulle sensazioni fisiche dell’aria che entra e che esce, o sull’addome che si gonfia e si sgonfia.
-
Ci focalizziamo su queste percezioni momento per momento.
Questo processo produce una grande stabilità. Smettiamo di alimentare tutti quegli stimoli mentali che prima ci distraevano. Il respiro esiste solo qui e ora; il corpo vive solo qui e ora. Ancorandoci al respiro, ritorniamo immediatamente al presente.
Come gestire i pensieri senza fare “braccio di ferro”
Durante la pratica è del tutto naturale distrarsi. Cosa fare quando ci accorgiamo che la mente è vagata altrove?
La chiave è la santa pazienza. Tutte le volte che ci accorgiamo di esserci distrati pensando a qualcos’altro:
-
Non giudichiamo il pensiero: Non mettiamoci a fare “braccio di ferro” con i pensieri per cacciarli via. Provare a scacciare un pensiero con la forza non funziona, perché gli dà soltanto ulteriore forza e gli fa fare “rimbalzo”.
-
Togliamo energia al pensiero: Semplicemente, smettiamo di alimentarlo e riportiamo con gentilezza l’attenzione al respiro.
Un suggerimento pratico molto utile per radicare la mente è quello di notare con precisione l’inizio, lo sviluppo e la fine di ogni singola inspirazione, e poi l’inizio, lo sviluppo e la fine di ogni espirazione. Questo livello di dettaglio crea un legame fortissimo con l’istante presente e impedisce alla mente di disperdersi.
Samadhi: il frutto di una buona pratica
Il frutto di una pratica costante di Samatha è lo stato di Samadhi (assorbimento meditativo). Si tratta di un momento di totale presenza, stabilità e concentrazione su se stessi.
È importante notare che il confine tra Samatha e Vipassana, dal punto di vista dell’esperienza diretta, non è così rigido:
-
Samatha è concentrata in modo prevalente su un singolo oggetto (come il respiro).
-
Vipassana si sviluppa a partire da quella stessa stabilità per aprire la consapevolezza a un’esperienza più ampia e diffusa.
Senza la base di Samatha, tuttavia, non si può fare esperienza di Vipassana. Se non impariamo prima a radicare la nostra attenzione, rischiamo di rimanere seduti sul cuscino a vagare tra i pensieri senza davvero meditare.
Liberarsi dalle trappole della mente e dalle fantasie
Quando smettiamo di dare retta al flusso ininterrotto dei pensieri, ritroviamo la pace. E nel momento presente si aprono infinite possibilità.
Quando siamo immersi in un pensiero negativo — ad esempio un pensiero di sfiducia come “non sono all’altezza” —, tendiamo a crederci ciecamente. Di conseguenza, le nostre azioni saranno insicure, i risultati saranno scarsi e noi finiremo per confermare la nostra idea iniziale, rimanendo prigionieri di un circolo vizioso.
I pensieri, specialmente quelli rivolti al futuro, sono spesso carichi di ansie, paure e preoccupazioni. Ma i pensieri appartengono al mondo delle fantasie, non alla realtà delle cose. Se un bambino crede che nella stanza ci sia un mostro, prova una paura reale, anche se il mostro non esiste.
Nella dimensione dell’adesso:
-
Non c’è spazio per la preoccupazione, ma solo per l’occuparsi di ciò che c’è.
-
Troviamo soluzioni concrete o sviluppiamo l’accettazione per ciò che non possiamo cambiare.
-
Accediamo a risorse interiori e possibilità che prima ci erano precluse perché eravamo accecati dalla sfiducia.
Parallelismi: Samatha, il Metodo Silva e l’Ipnosi
Per capire ancora meglio la natura di Samatha, può essere utile fare un confronto con altre discipline che utilizzano meccanismi simili per calmare la mente.
Il Metodo Silva (Silva Mind Control)
Molti anni fa ho praticato per diverso tempo il Metodo Silva, una tecnica basata sul pensiero positivo e sulla programmazione mentale. La sua struttura prevedeva tre fasi:
-
Rilassamento fisico (usare il corpo per ancorare l’attenzione).
-
Rilassamento mentale.
-
Programmazione mentale vera e propria.
La prima parte di rilassamento corporeo e mentale funziona esattamente come la meditazione Samatha: utilizza un punto di appoggio per stabilizzare e pacificare la mente.
L’Ipnosi e il rilassamento progressivo
Anche nell’ipnosi clinica esistono diverse tecniche di induzione. Molte richiedono un contatto diretto o una forte predisposizione del soggetto, ma ce n’è una universalmente efficace: il rilassamento progressivo.
Il rilassamento progressivo guida l’attenzione del soggetto attraverso le varie parti del corpo o attraverso la respirazione. Dal punto di vista tecnico, si tratta a tutti gli effetti di una forma di Samatha: una focalizzazione deliberata che permette di “voltare pagina” rispetto allo stato di coscienza ordinario per accedere a uno stato di calma e ricettività profonda.
La meditazione Samatha quindi non è soltanto un “esercizio preparatorio”: è uno strumento immensamente potente per ritrovare la stabilità, ridurre lo stress e riscoprire la pace che risiede sempre nel momento presente.
Guarda il Video – Samatha come funziona la meditazione di focalizzazione mentale
qui trovi il corso base di meditazione vipassana:
www.meditazionevipassana.it/corso
qui trovi il corso avanzato di vipassana basato sul Satipatthana Sutta:
www.meditazionevipassana.it/corso-avanzato
qui trovi il corso semplice sul buddhismo:
www.meditazionevipassana.it/buddhismo
Sostieni il Blog e fai una donazione
anche un “caffè” o una “pizza” possono esser di aiuto
Trovi il corso sulle 4 Dimore Sublimi:
www.meditazionevipassana.it/4dimore
Trovi il Corso sulla pratica di Benevolenza (metta) qui:
www.meditazionevipassana.it/corso-metta
qui trovi il corso: “i Segreti dei Mantra” – dalla Meditazione Trascendentale ai mantra occidentali, da Ho’Oponopono ai mantra in sanscrito
www.meditazionevipassana.it/corso-mantra
torna alla Homepage per istruzioni semplici sulla Meditazione Vipassana:
https://meditazionevipassana.it


Una risposta